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Il parere del FORUM delle Comunità Straniere in Italia sull'elezione dei Quattro Consiglieri Aggiunti nel Consiglio Comunale e nel Consiglio Municipale

1.- La ripresa del dibattito sulla rappresentanza degli immigrati a Roma, attivata dall’ Ufficio Immigrazione del Comune di Roma, questa volta non sembra voler applicare agli immigrati per la loro rappresentanza soluzioni precedentemente confezionate come è accaduto in passato in occasione della proposta dei Consiglieri Aggiunti.
Questa volta sembra che in un ampio dibattito ad un convegno ad hoc potranno assicurare la diretta partecipazione dell’associazionismo immigrato alla predisposizione degli strumenti della rappresentanza degli immigrati a Roma.
Ci auguriamo che questo impegno democratico venga mantenuto.

2.- La questione della partecipazione democratica degli immigrati non è stata posta oggi. Non è la concessione di qualcuno. Il Parlamento italiano ha votato a larga maggioranza la Legge 8 marzo 1994, n. 203 di ratifica della Convenzione Europea per la partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale che prevede la rappresentanza degli immigrati.
Gli Immigrati, come si considerano vincolati al rispetto dei loro doveri, così esigono il rispetto dei loro diritti, garantiti dalla legge.

3.- Al Comune di Roma dove risiede la maggiore concentrazione di immigrati d’Italia, non esiste nessuna forma di rappresentanza degli immigrati. A Roma i problemi dell’immigrazione sono piu grave che altrove e sono preoccupanti le tensioni che frequentemente si manifestano in numerosi quartieri tra cittadini e immigrati.
La presenza degli immigrati è largamente frammentata e gli elementi di coesione tendono a manifestarsi prevalentemente all’interno delle differenti comunità nazionali.
A Roma, al Comune, alla Provincia e alla Regione Lazio le strutture amministrative competenti non dispongono di strumentazioni adeguate ad acquisire gli elementi conoscitivi necessari ad un efficace coordinamento degli interventi per l’immigrazione.
In questo contesto la rappresentanza degli immigrati non può essere puramente simbolica, né ridotta a poche unità.
La gravità degli specifici problemi dell’immigrazione esclude di considerare la rappresentanza in modo omologo e con le stesse competenze della rappresentanza dei cittadini negli enti locali perchè le questioni ed i bisogno degli immigrati non sono conosciuti allo stesso modo dai cittadini e dalle comunità immigrate.
L’ipotesi di quattro consiglieri aggiunti senza diritto di voto nel consiglio Comunale non risolve ma agrava il problema della rappresentanza immigrata.

4.- perché quattro consiglierei aggiunti senza diritto di voto non risolvono ma agravano i problemi degli immigrati?
a) perché le complesse differenze dell’immigrazione a Roma non possono essere espresse da 4 persone.
b) perché l’assenza del diritto di voto riduce l’interesse alle posizioni che i consiglieri aggiunti potrebbero esprimere ed il loro diritto di parola non risulta garantito da nessun obbligo all’ascolto;
c) perché pur avendo diritto di parola, i consiglieri aggiunti non dispongono degli strumenti per incidere sull’ordine dei lavori del Consiglio Comunale.
d) perché le condizioni di estrema minoranza nel Consiglio indurrà facilmente i consiglieri aggiunti a schierarsi tra i partiti italiani, riducendo così la propria rappresentatività nei confronti degli immigrati, che possono trovare unità non sulle differenti opzioni politiche, ideologiche e culturali, ma sulla difesa dei propri diritti, costantemente vanificati, e dei propri interessi.
L'intento di asservire i consiglieri aggiunti ai partiti Italiani risulta confermato dalle previste necessità delle firma di cittadini Italiani per la presentazione delle candidature. In assenza di queste firme l'immingrati non avrebbero diritto a nessuna rappresentanza.

5.- Il FORUM delle Comunità Straniere in Italia che comprende associazioni d’immigrati presenti nel Comune di Roma non ha appoggiato la proposta dei 4 consiglieri aggiunti ed ha invece sostenuto la necessità di una Assemblea Consultiva degli Immigrati, formata selettivamente attraverso la partecipazione dell’associazionismo immigrato, con competenze specifiche sull’immigrazione, obbligatoriamente consultata dal Consiglio e della Giunta Comunale su tutte le questione riguardanti l’immigrazione.

6.- Alla simbolica discriminazione dei consiglieri senza diritto di voto il FORUM delle Comunità Straniere in Italia ha proposto per Roma un organismo consultivo, un “parlamentino” per l’immigrazione in cui le differenti componenti dell’immigrazione potranno dialogare e ricercare la necessaria unità, aiutando i poteri locali ad acquisire le necessarie conoscenze per operare costruttivamente.
Nella consapevolezza della necessità di allargare quanto piu possibile la partecipazione degli immigrati residenti a Roma alle scelte sulla propria rappresentanza il Forum delle Comunità Straniere in Italia ha promosso una consultazione referendaria degli immigrati residenti a Roma con volantini tradotti in undici lingue, e seggi elettorali nei vari quartieri cittadini; alla consultazione che si è svolta in tre giorni hanno partecipato oltre 12mila immigrati che per oltre l’80 % hanno manifestato la preferenza per una Consulta cittadina dell’immigrazione.

7.- Oggi il FORUM delle Comunità Straniere in Italia intende riproporre quella soluzione del problema della rappresentanza a Roma, riproporre cioè la costituzione di un “parlamentino” degli immigrati a Roma.
Abbiamo già formulato alcune proposte organizzative. Intendiamo però attivare un dibattito tra tutti gli immigrati per migliorare le nostre proposte.

FORUM delle COMUNITA’ STRANIERE IN ITALIA.

   
 
 
 





















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