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Benedetto XVI: ''A nessun africano manchi il pane''
Il modello di sviluppo globale deve essere rinnovato, mostrandosi capace di "includere tutti i popoli e non solamente quelli adeguatamente attrezzati": è l'appello del Papa durante l'omelia della celebrazione che ha concluso il Secondo sinodo speciale per l'Africa. "La globalizzazione è una realtà umana - ha aggiunto - e come tale è modificabile". La Chiesa, da parte sua, "si impegna anche ad operare perché a nessun africano manchi il pane quotidiano".
In queste tre settimane, ha proseguito Benedetto XVI, la Seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi ha confermato la necessità di mettere mano al modello di sviluppo, un auspicio che fu già di Giovanni Paolo II e che egli ha ripreso nella sua enciclica sociale. ''Quanto la dottrina sociale della Chiesa ha sempre sostenuto a partire dalla sua visione dell'uomo e della società - ha ricordato il Papa citando il documento - oggi è richiesto anche dalla globalizzazione. Questa non va intesa fatalisticamente come se le sue dinamiche fossero prodotte da anonime forze impersonali e indipendenti dalla volontà umana. La globalizzazione è una realtà umana e come tale è modificabile secondo l'una o l'altra impostazione culturale".
"La Chiesa - ha affermato ancora il pontefice - lavora con la sua concezione personalista e comunitaria, per orientare il processo in termini di relazionalità, di fraternità e di condivisione". E "si impegna anche ad operare, con ogni mezzo disponibile - ha assicurato - perché a nessun africano manchi il pane quotidiano. Per questo, insieme all'opera di primaria urgenza dell'evangelizzazione, i cristiani sono attivi negli interventi di promozione umana".
Lo sviluppo, infine, dev'essere "rispettoso delle culture locali e dell'ambiente" come quello promosso da Paolo VI con l'enciclica Populorum progressio e messo in atto dai missionari. "Una logica che ora - ha concluso - dopo più di 40 anni appare l'unica in grado di far uscire i popoli africani dalla schiavitù della fame e delle malattie".
Tgcom
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