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New York: apre il primo ''Museo Italia'', grazie all'impegno degli italo-americani

Staten Island: uno dei cinque quartieri di New York con altissima densità di abitanti di origine italiana (circa il 40%). E' qui che sorgerà il primo Museo Italia, una istituzione tutta dedicata all'arte del nostro paese con reperti e testimonianze che andranno dall'età nuragica all' arte contemporanea passando per la Magna Grecia, gli Etruschi, l’antica Roma, la cultura del Medio Evo e quella del Rinascimento.

Padrini dell'iniziativa, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che selezionerà e fornirà le opere e i reperti che saranno esposti nel nuovo museo e la Fitzgerald Foundation of Florence, una giovane realtà che ha tra le sue finalità istitutive quella di rinsaldare i legami tra la cultura anglosassone e quella mediterranea.

La Fondazione, che ha gà promosso a New York diverse iniziative tra cui il Festival dei Popoli - una manifestazione sui documentari socioculturali - svolge nell'ambito di questo progetto un ruolo di ‘trait d’union’ fra l’Italia e gli Stati Uniti e si occupa anche del “fund-raising”.

"Il museo, spiega da New York Francesco Fadda, Vice Presidente Esecutivo della Fitzgerald Foundation of Florence, in una intervista in esclusiva ad ItaliaLavorotv/Italiannetwork, è il primo di una rete che dovrebbe sorgere negli Stati Uniti, verrà realizzato presso lo Snug Harbor Cultural Center & Botanical Garden: un complesso di proprietà del Comune di New York che si estende su più di 30 ettari e che già ospita il "Tuscan Garden", una copia dell’antico giardino di Gamberaia a Settignano.

Il Museo Italia nascerà precisamente nella Main Hall ovvero nella struttura principale di questo complesso: un edificio, costruito nel 1830, già museo di memorabilia marinaresche (parte della Smithsonian Institution).

Inizialmente il museo occuperà il piano terra dell'edificio, uno spazio di settecentocinquanta metri quadrati, ed avrà anche un gift shop e un home theatre. L'intenzione, tuttavia, è quella di ampliare il percorso espositivo includendo anche il primo e il secondo piano.
Costo per l'avvio del museo 1 milione e mezzo di euro, necessari per fare fronte alle spese legate all'affitto, all'allestimento e alla manutenzione.

“Abbiamo fatto un'alleanza con una no profit di New York City che opera nel settore della cultura e della divulgazione artsitica. D'altra parte, il nostro interlocutore operativo al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Dr Mario Resca, Direttore Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, ci ha detto, fin dai primi contatti, con una sincerità disarmante che non c'è un euro da spendere. Un motivo più che convincente per cercare fortuna nella grande, generosa America abituata a convivere con il fund-raising.
Il Ministero rimane, comunque, il nostro interlocutore principale e attualmente, al suo interno, è in fase di costituzione il comitato che metterà a punto il concept e disporrà la fornitura delle opere d'arte,” dichiara Francesco Fadda, Vice Presidente Esecutivo della Fitzgerald Foundation of Florence.

Secondo quanto sinora concordato, le opere saranno date in prestito da musei e collezioni italiane e rimarranno in esposizione per un periodo di circa quattro anni. Una “strategia” che consentirà una rotazione e una raccolta sempre diversa, realizzabile anche grazie alla nuova politica di apertura ai prestiti intrapresa dal governo italiano dopo che diversi musei americani, come il Getty Museum di Los Angeles e il Boston Museum of Fine Arts, hanno restituito capolavori trafugati.

“All'inizio dell'attività vorremmo esporre per lo più reperti archeologici, rappresentativi delle fasi culturali più significative, con un approccio leggermente didiscalico che 'incoraggi' i visitatori più giovani o meno preparati culturalemente,” aggiunge Fadda.

Ma non ci saranno unicamente opere in arrivo dall'Italia. “La nostra intenzione è quella di avviare da subito scambi temporanei di opere italiane conservate presso i musei americani. Vogliamo avere una politica di apertura con questi non solo per costruire dei rapporti di buon 'vicinato' ma anche per inserirci nel circuito museale. Non vogliamo, infatti, diventare un museo etnico,” continua Fadda.

Nel Museo Italia verranno allestite anche mostre temporanee da realizzarsi in collaborazione non solo con istituzioni italiane ma anche americane. E sarà proprio con l'arrivo dell'esposizione “I Macchiaioli” che, nella prossima primavera, dovrebbe inaugurarsi il nuovo spazio espositivo. “Stiamo lavorando per aprire il Museo Italia in concomitanza con la presentazione della mostra su “I Macchiaioli” che giungerà a New York dopo essere stata presentata in Giappone. Se non dovessimo fare in tempo, l'inuagurazione del museo slitterà a settembre, non oltre questa data,” conclude Fadda, sottolineando non solo l'importanza di questa area culturale e naturalistica visitata ogni anno da 450 mila persone ma anche la capacità attrattiva di Staten Island che vanta un flusso di 2 milioni di turisti l'anno.

Altro punto di attrazione del futuro museo sarà “The Masterpiece”, un'opera di grande valore scientifico e artistico che cambierà periodicamente. Si troverá all’inizio del percorso e avrà una storia da raccontare come un ritrovamento casuale dopo secoli di oblio oppure un restauro di grande livello tecnico.

Alla fine del percorso, ci sarà, inoltre, uno spazio con audiovisivi dove si potranno avere maggiori dettagli sulle varie opere esposte. Sempre qui, verrà allestito un Focus su una regione italiana: un'occasione per permettere ai visitatori di scoprire opere e città d’arte, centri termali, prodotti di artigianato e di design della regione temporaneamente protagonista.

Nell'Home Theatre sarà, invece, possibile assistere alla proiezione di documentari realizzati da Enti e Regioni sull’arte ed il paesaggio italiano.

Il Museo ospiterà anche iniziative ed eventi per il pubblico in etá scolare sulla cultura e la storia d’Italia. In programma, infine, accordi con studiosi, universitá ed istituzioni per la promozione dell’arte, della cultura e della lingua italiana.

Quanto ai prezzi dei biglietti saranno stabiliti in base alla “concorrenza”. Non esclusa, tuttavia, la formula tipicamente americana della “suggested donation”.

Letizia Guadagno-ITL/ITNET

   
 
 
 





















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