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Piazza di sangue - massacro a Teheran

La giornata
24 giugno 2009

Testimoni parlano di una "trappola per topi" tesa ai manifestanti. Incerto il numero delle vittime. I blogger citati dalla Cnn dicono che Moussavi è stato arrestato, mentre Khamenei continua ad accusare l'occidente

La tensione a Teheran è altissima. Secondo le fonti della Cnn, confermate da messaggi di manifestanti che riescono ad aggirare la censura, è in corso una violenta repressione da parte delle autorità di Teheran. I manifestanti citati dal network americano dicono che la polizia sta sparando sulla folla che si è assiepata a Bahrestan Square, proprio di fronte al parlamento. In quella che testimoni considerati attendibili descrivono come una “trappola per topi”, è probabile che ci siano delle vittime, ma con la cacciata della stampa internazionale è difficile fare una stima precisa.

Fra i blogger sta circolando la voce che i candidati dell’opposizione Mir-Hossein Moussavi e Mehdi Karroubi siano agli arresti domiciliari. Un utente di Twitter considerato attendibile dai media anglosassoni sostiene che anche l’ex presidente Khatami sia stato arrestato. Moussavi, che in questi giorni ha guidato le manifestazioni e gli scioperi, ha pubblicato un comunicato di tre pagine in cui spiega gli imbrogli orchestrati dal regime per falsare le elezioni e svela il clima di corruzione che regna fra i vertici della Repubblica islamica.

Intanto la guida suprema Ali Khamenei ha nuovamente minacciato l’occidente per le presunte interferenze politiche negli affari iraniani: “Non cederemo in alcun modo alle pressioni internazionali”, ha detto Khamenei. Nel frattempo il ministro dell’Interno iraniano, Sadeq Mahsouli, ha agitato il classico argomento del complotto americano-sionista per screditare i manifestanti che, secondo il governo, sarebbero stati ingaggiati dalla Cia.

Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ha commentato da Stoccolma i fatti di Teheran: “Sono notizie orribili – ha detto - che noi condanniamo perché screditano le autorità iraniane e
rendono l’Iran davvero un problema per la comunità internazionale”. Reazione anche del presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha parlato di fronte al al Forum giovani a sostegno del popolo iraniano: “Credo che non ci possa essere alcuna motivazione di realpolitik o di carattere economico tale da impedire alle coscienze di esprimere il loro sdegno per quello che sta accadendo in Iran”.




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