SUCCEDE
ANCHE QUESTO...
Isam ha un sogno,
andare in carcere...''
Mandatemi in carcere
Isam ha un sogno, andare in carcere.
Il 18 enne extracomunitario, che vive in Danimarca, ne ha
abbastanza di frequentare esperti in pedagogia preposti
dalle istituzioni danesi.
Il carcere è l’unico posto che può aiutare
giovani criminali extracomunitari come lui, almeno questa
è la sua opinione rivelata in una sua intervista.
“Mi ritengono un idiota quando
dico così. Ma io preferisco una condanna in carcere
per 5-6 mesi piuttosto che la riabilitazione per 2 anni
con i rieducatori. E’ uno schifo”.
Isam arrivò in Danimarca quando aveva un anno.
Scappò dal Libano con la famiglia verso il paese
libero del Nord Europa.
Adesso, 18 anni dopo, e’ in carcere da 4 mesi per
rapina a mano armata.
Isam è uno dei tanti ragazzi di origine extracomunitaria
che e’ stato condannato per reati minori, un trattamento
di durata 2 anni riservato a giovani criminali.
Secondo Isam questo tipo di trattamento e’ solo una
presa in giro. Non nutre alcun rispetto verso i rieducatori
e questo tipo di rieducazione in generale.
Il sistema e’ troppo “tenero”.. e poi
si può facilmente scappare quando non si ha più
voglia di rimanere nell’istituzione.
“I rieducatori non capiscono noi immigrati, questo
è un sistema che non funziona con noi, e’ solamente
ridicolo. Pensate a me, sono stato affidato a degli esperti
in pedagogia da quando avevo 14 anni ed ora non li sopporto
più, preferisco andare in carcere invece di sorbirmi
i 2 anni di rieducazione”
Tu dici di preferire il carcere e poi continuare
la vita fuori il più velocemente possibile…
così commetterai altri crimini?
“Può darsi, spero tuttavia di aver imparato
qualcosa sotto chiave.. la rieducazione non è per
me, scappo in continuazione, sono scappato 9 volte. Nessuna
istituzione mi voleva più. Hanno proposto altri metodi
per “aiutarmi”, ad esempio mandarmi a lavorare
in una fattoria o qualcosa di simile, ma che faccio io in
una fattoria? Così sono scappato e non sono più
tornato”.
Ho parlato con tuo padre e lui dice che il problema
con te ed altri criminali immigrati è che non venite
puniti abbastanza duramente la prima volta che commettete
un crimine. Lo pensi anche tu?
“ Sicuro ! sono troppo teneri oggi giorno, è
importante colpire duramente subito. Le prime volte che
ci prendono ci danno solo una condanna condizionale. E’
da ridere .. se ci mettessero in carcere subito non ci sarebbe
una così alta criminalità giovanile”.
Sembra che hai più rispetto per la polizia
che non per le istituzioni di rieducazione?
“ Certo! Quando entri in un’ istituzione ti
dicono che non devi più assumere comportamenti criminali
perché sono antisociali. Solo che quello che cercano
ti farti capire ti entra in un orecchio ed esce dall’altro.
Le cose che invece ti rimangono impresse nella memoria sono
i racconti che ascolti dagli altri criminali”.
Tu dici che ci sono troppe le cose che non funzionano!
Ma tu, non ti ritieni responsabile?
“Certo, io sono il maggior responsabile, insieme ai
miei genitori. Ma loro hanno fatto la loro parte. E’
colpa mia se sono dove sono oggi. Più della metà
dei giovani condannati sono immigrati.
Non rispettate i vostri padri?
“Sembrerebbe di no, ma in realtà li rispettiamo.
Non capiamo la ”tenerezza“ di questa società.
Se per esempio fossi andato in un carcere libanese non avrei
mai più commesso un atto criminale, questo è
sicuro. Dovrebbe essere la polizia e mio padre a decidere
sul cosa farsi, non esperti in pedagogia. Le istituzioni
sono festa e divertimento.. non è serio. Le sanzioni
impostomi non mi hanno insegnato niente. Sono scappato 9
volte.. quella legge è assurda, l’unico modo
per uscire era commettere crimine grave, e così ho
fatto.”
Dici che rispetti la polizia, hai anche rispetto
per altri che non sono immigrati?
“Naturalmente, sono solo gli stupidi che dicono, fuck
i danesi”.
Tua madre soffre di disturbi psichici per il tuo
comportamento? Cosa ne pensi?
“Sono troppo stupido e mi dispiace. Mia madre non
si merita il fatto che io adesso mi trovo qui.
Ma ora deve finire. Sono stato in carcere per troppo tempo.
Deve finire adesso.