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CAMERUN/CIAD:
UN PROGETTO MOLTO CONTROVERSO
WASHINGTON - La Banca Mondiale
ha discusso ieri a Washington con rappresentanti di ONG del
Camerun, il "Chad Cameroon Oil and Pipeline Project",
in agenda per il finanziamento, e che da 2 anni suscita le
proteste internazionali. Si tratta di un piano di prospezione
disegnato da un consorzio di Shell-Exxon-Elf Acquitaine, che
prevede l’apertura di 300 pozzi e il trasporto del petrolio
fino alla costa del Camerun con un oleodotto di più
di 1000 km di lunghezza (Vedi BOYCOTT! 30 – dicembre
1997). Anche in Ciad si è appena concluso un confronto
tra rappresentanti del governo del Ciad, i dirigenti locali
del consorzio Shell-Exxon-Elf Acquitaine, esperti della Banca
Mondiale, i capi tradizionali dei villaggi e rappresentanti
di ONG (tra cui la "Campagna per la riforma della Banca
Mondiale") e sindacati. Sotto la forte pressione del
consorzio delle multinazionali, che ha già investito
nell’area somme ingenti di capitali, i rappresentanti
della Banca Mondiale hanno dichiarato la disponibilità
di massima a finanziare il progetto entro l’estate del
1999. Il governo del Ciad da parte sua si è detto pronto
a fare di tutto affinché il progetto decolli al più
presto. Di parere opposto i rappresentanti della società
civile: chiedono la sospensione dei finanziamenti in attesa
di ulteriori studi e valutazioni. La "Campagna per la
riforma della Banca Mondiale" chiede che, senza ulteriori
garanzie e controlli, il progetto rimanga nel cassetto.
INTERNAZIONALE
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