|
Intervista
del Prof. Aleme Eshete all'Arch. Vahed Vartanian
(Intervista del Prof. Aleme Eshete all’Architetto
Vahed Vartanian, Armeno Iraniano, da quaranta anni testimone
e co-fondatore di varie associazioni e organizzazioni per
le battaglie dei diritti civili degli stranieri e rifugiati
politici in Italia)
Domanda
1: Come giudica l’Istituzione di Consiglieri
Aggiunti e della Consulta
per gli Immigrati introdotta dal Comune nel 2004?
Risposta 1: I Consiglieri
Aggiunti sono nati dopo la chiusura della Consulta della Provincia
di Roma nel 1996: La Consulta della Regione LA CONSULTA REGIONALE
NON E'MAI STATA CHIUSA MA NON E' MAI FUNZIONATO. La motivazione
addotta da alcuni personaggi era che l’associazionismo
fra gli stranieri non dovesse avere rappresentanza nelle istituzioni,
come prevede la Convenzione del Parlamento Europeo con la
direttiva n°203 del 1992, ratificata dal Parlamento Italiano
nel 1994 con la firma di Ciampi e Andreatta. Infatti l’Istituzione
dei Consiglieri aggiunti e della Consulta oggi sostituisce
le associazioni di immigrati e rifugiati con individui estratti
a sorteggio, perché le associazioni straniere come
“Presidio”, “FOCSI”, “Forum”
ecc. non accettano di
diventare organiche ai partiti di sinistra che hanno governato
contemporaneamente Regione, Provincia e Comune. Basta vedere
la chiusura della Consulta del Comune nel 1984 e nel 1994,
e il non-funzionamento della Consulta della Regione, nonché
l’eliminazione dei fondi per le scuole di madre lingua
per gli stranieri sempre nel 1994. Sono numerosi i casi di
stranieri scelti individualmente dai partiti e dai sindacati
in considerazione del colore somatico per far recitare loro
la parte dello “straniero per mestiere” all’interno
dell’organizzazione, proprio come facevano i colonialisti
usando stranieri contro gli stranieri. Questo metodo di divisione
per regnare era lo strumento per governare a basso costo.
Noi abbiamo, tra le tante, la famosa testimonianza di Valente
Dacia.
Domanda 2: Chi ha scelto gli
individui che si sono presentati all’ultima
elezione per Consiglieri Aggiunti e per la Consulta? Quale
era il ruolo delle
associazioni straniere?
Risposta 2: L’Elezione
dei Consiglieri aggiunti e della Consulta nasce sempre dalla
proposta avanzata dal Forum delle Comunità Straniere
in Italia secondo la Convenzione d’Europa. Il Forum
aveva infatti proposto un parlamentino con rappresentanza
delle ASSOCIAZIONI regolarmente registrate e con i propri
leader
eletti dai loro concittadini in Italia. Anche la Consigliere
Franca Cohen, delegata alla Multi-Etnicità, nel dialogo
con il Forum ci ha dato apertura politica e voleva venirci
incontro sull’associazionismo, ma il consiglio comunale
ha accantonato le sue idee e, mentre accettava l’idea
della Consulta, rigettava la partecipazione delle associazioni
straniere. Così il Consiglio Comunale prendeva la decisione
di fare l’elezione dei Consiglieri Aggiunti e della
Consulta con individui senza rappresentanza associazionistica.
I consiglieri aggiunti e membri della Consulta furono eletti
individualmente. Noi del Forum degli Stranieri sapevamo che
sia i Consiglieri Aggiunti sia la Consulta, votati solo dal
5% delle presenze di stranieri regolarmente residenti a Roma,
non avrebbero funzionato perché questi non possono
e non sono in grado di rappresentare la complessità
socio-culturale dell’intera comunità di stranieri
presenti nella Capitale.
Per questo motivo noi del Forum abbiamo istituito un Osservatorio
sul Comune di Roma, con rappresentanza delle associazioni
straniere per il controllo democratico (o come governo ombra)
sia dei consiglieri aggiunti che della Consulta. Noi sosteniamo
che i Consiglieri e la Consulta, strumentalizzati come
nel passato, falliranno e vedremo ancora un volta come nel
1984 e nel 1996 la chiusura della Consulta. E il fallimento
della consulta sarà interpretato non come il fallimento
del sistema di strumentalizzazione della giunta comunale e
dei partiti che la compongono, ma come il fallimento degli
stranieri extra-comunitari!!!
Domanda 3: Perché il
Parlamento Italiano non è finora riuscito a varare
una legge per i Rifugiati Politici che riconosca i loro diritti
enunciati con la Convenzione di Ginevra del 1951?
Risposta 3: Come segretario
dell’Associazione dei Rifugiati Politici in Italia (ARPI)
ho sempre sostenuto la validità dell’Articolo
10 della Costituzione Italiana che ha istituito i diritti
umani dello straniero in Italia, così come la Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite del 1945,
e la Convenzione di Ginevra sui Rifugiati Politici del 1951,
che l’Italia ha ratificato nel 1954 con limitazione
geografica. L’Italia non ha fino ad oggi una legge per
i rifugiati politici, salvo accettare uffici di stampo “assistenzialistico
senza assistiti” (come il Consiglio Italiano per i Rifugiati
- CIR). L’Italia non vuole promulgare una legge che
riconosce i diritti umani dei rifugiati politici secondo la
Convenzione di Ginevra, anche perché questo strumento
di “real politik” dà ai governi italiani
successivi mano libera per servirsi del rifugiato come una
merce di scambio per trattare con il suo paese di origine.
Basta ricordare l’ultimo esempio della consegna di Ochalan
alla Turchia da parte del Governo d’Alema. Per ciò
è più importante per tutti i governi italiani
l’ingresso della Turchia in Europa piuttosto che riconoscere
i diritti umani dei Curdi o il genocidio del popolo armeno
(1915) da parte del futuro partner dell’Unione Europea.
I figli di immigrati e rifugiati politici provenienti
da queste aree, che sono diventati cittadini italiani di seconda
e terza generazione, chi possono votare secondo lei, per quale
partito possono votare, viste le condizioni disumane subite
dai loro genitori in Italia??
Aleme Eshete
per consultare i miei articoli di ricerca , digitare Aleme
Eshete su AOL,
Google, e Yahoo |